Blog

Una delle più belle definizioni di Ayurveda viene dal leggendario medico errante Charaka, che nel 1. sec. DC così si esprime: “È chiamata Ayurveda quella scienza che descrive ciò che è utile e ciò che è dannoso, ciò che è piacevole e ciò che è doloroso, ciò che è benefico e ciò che non lo è, la lunghezza della vita e la vita stessa”.

Ma cosa intende esattamente Charaka parlando di Ayurveda? La radice Vid del termine sanscrito veda risale il verbo vedere cioè Conoscere nel senso di sapere, per cui Veda si traduce conoscenza. Charaka aggiunge a questo riguardo: “Il termine Ayus (vita) indica l‘unione del corpo dei sensi e della mente e dell‘anima. Suoi sinonimi sono dhari che previene il corpo dal decadimento , jivitam, che mantiene vivi, nityaga che serve da mantenimento allo strato dell‘individuo e anubandha, che trasmigra da un corpo all‘altro”.

In sintesi Ayurveda significa letteralmente scienza della vita. Non è possibile datare Storicamente la nascita dell’Ayurveda. Il grande esperto indiano Bhagawan Dash a questo proposito scrive: “Anche se i più famosi testi classici dell’Ayurveda, come la Charaka Samitha, pervenuti fino a nostri giorni, hanno assunto la loro forma attuale con la redazione fatta nei primi secoli D.C., gli insegnamenti e le pratiche che in essi si trovano risalgono senza dubbio un periodo molto precedente“.

L’Ayurveda e parte dei veda, il corpo letterario più antico del subcontinente Indiano, si dice sia stato rivelato ai saggi in stato meditativo. In particolare l’Ayurveda è ritenuta essere un upa vita, cioè una parte sussidiaria, dell’Atharva Veda, anche se concetti ayurvedici si trovano comunque sparsi anche negli altri Veda.

Tratto da “Ayurveda, Il Massaggio Ayurvedico e i trattamenti di Purvakarma, una via di Karma Yoga” della Dott.ssa Letizia Vercellotti