Il tripode della salute - Ayurveda International Academy

Blog

Secondo l’Ayurveda la vita è sostenuta da tre pilastri fondamentali : La dieta, il sonno e il corretto utilizzo dell’energia sessuale.

Quando questi pilastri sono stabili la vita procede in armonia.

Il concetto di cibo in Ayurveda si estende anche a tutto quello che captiamo con i nostri sensi e che va a nutrire la mente di impressioni nuove. La mente è poi nutrita direttamente anche dagli alimenti che assumiamo. Il nutrimento, a differenza della dietistica occidentale, non viene considerato in base al contenuto in carboidrati, proteine, vitamine, minerali eccetera, ma in base alla teoria dei sapori da cui si deduce sia l’effetto sui Dosha che l’azione sui Dhatu, per arrivare poi a considerarne la parte più sottile, che agisce sulla mente.

Questa interpretazione attribuisce all’Ayurveda dalla sua fisionomia specifica e unica rispetto alla visione della corretta alimentazione. La dieta è considerata sana quando rispetta la costituzione, l’eventuale squilibrio dei dosha, l’età, il tipo di attività professionale, la stagione, il luogo geografico di residenza, tipo di inclinazione mentale che l’individuo tende a coltivare.

Il cibo che consapevolmente assumiamo ogni giorno, può essere la prima medicina o il più costante veleno. Esso concorre a sostenere il lavoro di Agni, a formare i Dhatu, a produrre mala a livello fisico, così come a caratterizzare le indicazioni mentali arrivano psicologico.

Squisitamente ayurvedico è anche il concetto che il cibo sia sacro perché agendo sulla mente, si riflette sullo spirito.

Il sonno: la mente, che continuamente si muove nel corpo, all’interno dei suoi canali di circolazione, tenuta incessantemente attiva dai sensi che la coinvolgono costantemente, durante il sonno ristoratore ha finalmente modo di disconnettersi dall’attività sensoriale esterna e andare a riposare nel cuore. Qui entra in contatto con l’energia universale, da cui trae una sorta di carica sublime. Per il sonno ristoratore si intende il sonno senza sogni di completo abbandono, sperimentato da ognuno di noi almeno una volta come quella condizione di completa freschezza e di sottile beatitudine al risveglio.

Questo stato, che lo Yoghi ottiene coscientemente per sua volontà, anche durante la veglia, è chiamato su Sushupti. Qui la mente dimora nel cuore, sua sede naturale, in assenza totale di pensieri di dualismo, il Jiva risiede nella beatitudine del suo stato essenziale, non disturbato dall’attività finita del campo mentale.

Il corretto utilizzo dell’energia sessuale: ci sono due correnti nell’oceano dell’amore il maschile e femminile, e tutta la vita e la felicità dimora nell’unione di queste correnti (Bhagavata Purana).

La sessualità è vista come energia naturale molto importante non solo al fine della procreazione ma anche del raggiungimento di uno stato di armonia attraverso il piacere psicofisico di entrambi i partner. Lo stadio della vita particolarmente indicato a questo fine rientra nel secondo periodo di esistenza, dopo il completamento della crescita psicofisica. Quindi le relazioni sessuali precedenti e successive a questo intervallo possono impoverire l’individuo è un punto di vista sia fisico che mentale, dissipando energia vitale.

Gli stessi rapporti sessuali, invece, vissuti nell’età appropriata, diventano fonte naturale di appagamento di gioia e di nuove nascite. Le repressione della sessualità generalmente provoca vari tipi di disturbi, mentre la sua autentica sublimazione, da parte di coloro che l’hanno veramente trascesa, porta nuovi orizzonti energetici.

Riassumendo, per l’Ayurveda la sessualità svolge una funzione importante nell’equilibrio psicofisico della persona non solo in quanto finalizzata alla procreazione. Una sana energia sessuale, vissuta negli anni in cui la natura collabora alla sua forza e alla sua soddisfazione, dà ragione alla pazienza avuta nell’età precedente e appagherà pienamente l’individuo che, da anziano sarà libero di rivolgere le sue attenzioni alle grandi mete naturali della terza età.

Tratto da “Ayurveda, Il Massaggio Ayurvedico e i trattamenti di Purvakarma, una via di Karma Yoga” della Dott.ssa Letizia Vercellotti